Casilino 900 - Massimiliano Mauro - Through the {Lens} #16
11 settembre 2008
la minaccia sono ancora gli stranieri per molta gente e per tutto l’occidente, i campi rom sono visti come l’inferno in terra.entrandoci e giocando con i bambini si capisce che quest’inferno dei media non esiste, che i bambini non ti rubano i portafogli. cercano di giocare, dicono “italia1”, ti chiedono se finiranno sui giornali…forse questa volta no.
se avessero solo metà di quello che abbiamo avuto noi,i non li chiameremo più zingari, non noteremo neanche più le differenze, invece si continua a pensare che è tutta una questione di razza e cultura…
20 febbraio 2010
“Oggi è una giornata storica, dopo 40 anni siamo riusciti a chiudere questo insediamento con il concorso di nomadi e comitati di quartiere che hanno accompagnato tutte le varie fasi. Le persone che erano qui sono state trasferite in campi vivibili dove c’è legalità e integrazione. Abbiamo cancellato questa vergogna di Roma”. Mp News
Intanto l´addio al Casilino è diventato realtà. Poche scene di panico, solo una anziana che si è barricata nella sua baracca con un coltello e ha minacciato di lanciare il malocchio sugli operatori ma poi è stata convinta; lo sgombero si è svolto pacificamente. Meglio, con rassegnazione. Ci sono tutti i sentimenti possibili negli occhi, nel cuore e nelle parole dei nomadi della Casilina. Paura, speranza, tensione. C´è chi non vede l´ora di lasciare tutto «quel fango e quella sporcizia - ha spiegato Hakisa uno dei capifamiglia che ieri per primi hanno lasciato l´insediamento - voglio un futuro migliore per i miei figli che alla sera sono costretti a studiare con le candele».
Ma c´è anche chi, questo trasferimento, lo subisce e basta. «Abbiamo deciso di collaborare perché non c´era altra possibilità - ha spiegato, con gli occhi lucidi mentre la case dei suoi zii veniva rasa al suolo, Halida Salkanovic - ma per noi è dura lasciare le nostre case. E non c´è solo la questione pratica del trasloco e del trasferimento dei figli in altre scuole, ma anche quella affettiva: vivo al Casilino 900 da quando avevo 3 anni». La Repubblica








